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"Mi sembra di ricordare di aver conosciuto Mauri nel lontanissimo 1988, o giù di lì... l'altro secolo, quindi. Ha cercato di essere il mio maestro di canto; quel che è stato, di certo, è uno dei miei migliori amici... da subito.
Maurizio è quella che mi piace chiamare la "coscienza della mia voce", l'uomo che su di lei ha vegliato sempre, anche nei momenti più bui... silenzioso, attento, discreto, ma sempre vicino, anche professionalmente. Con lui sono cresciuto, e non solo anagraficamente, grazie a lui ho evitato un mucchio di errori che chi cerca di fare il mio mestiere di solito fa, altri ne ho fatti inevitabilmente, ma con Maurizio ho cercato di porvi rimedio. Ora non farò il solito trombone e non starò qui a tessere le lodi del mio vecchio maestro, insieme al quale sto cercando di imparare un nuovo metodo di canto, forse il più utile ed efficace che lui abbia mai cercato, con fatica, di trasmettermi; un nuovo approccio alla voce, un modo per preservarla che mi ha aperto nuovi orizzonti,...percorsi fino ad ora inesplorati, nuove note, nuovi colori, altre possibilità. Non scriverò niente di tutto questo, non sono mai stato un buon allievo infatti... tutt'altro. Mauri sa la fatica che ha fatto per darmi una disciplina. L'unica cosa che voglio dire è ancora: grazie Mauri, per tutto quello che hai fatto e che farai, per la passione, l'entusiasmo e la cura che ci metti, questo è stato per me l'insegnamento migliore."
Francesco
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